«CON POGGENPOHL QUASI TUTTO DIVENTA POSSIBILE»

, , ,

IMG-20170914-WA0004

Sin dall’apertura del salone di esposizione e vendita da parte di Friedemir Poggenpohl nel lontano 1892, Poggenpohl persegue il suo obiettivo di «migliorare la cucina». A partire da quella data la lunga serie di artigiani e designer di Poggenpohl ha costantemente contribuito ad arricchire e valorizzare le ambizioni di Friedemir Poggenpohl. I risultati di questo approccio innovativo sono sempre stati sotto gli occhi di tutti, e lo sono ancora oggi che Poggenpohl Group (Svizzera) SA festeggia i suoi 40 anni di attività e Poggenpohl Möbelwerke a Herford (Germania) i suoi 125 anni.

La storia e l’eredità di Poggenpohl si esprimono non solo nella volontà di difendere una marca prestigiosa nel settore delle cucine di lusso, ma anche di consolidare sempre più i legami con i suoi clienti, investendo su relazioni di qualità che guardano al lungo periodo. Pioniera della cucina moderna, l’azienda Poggenpohl è da sempre all’ascolto dei suoi clienti considerando i bisogni reali degli utilizzatori e le esigenze proprie di ogni epoca come il vero motore del suo sviluppo. È per questo che i suoi prodotti corrispondono perfettamente alle aspettative dei clienti sia a livello del design che per quanto riguarda la funzionalità della cucina nel suo uso quotidiano. Poggenpohl è perciò felice delle relazioni forti che intrattiene con i suoi clienti e della sua capacità di ampliare la propria rete di contatti attraverso nuovi incontri e collaborazioni. Un bell’esempio è la collaborazione con Jean-Daniel Hofmann, proprietario della società Hofmann architecture d’intérieur Sàrl a Paudex (Losanna).

Signor Hofmann, può presentarsi in poche parole?
Dopo aver conseguito un diploma federale come ebanista, ho assunto diverse responsabilità prima di dedicarmi all’architettura d’interni. Ho avuto la fortuna di collaborare con professionisti del mestiere e formarmi direttamente con loro. Su questa base mi sono poi lanciato nella mia attività in proprio nel 1988. Parallelamente mi sono anche impegnato nell’Associazione svizzera degli architetti d’interni per definirne il profilo e il funzionamento, particolarmente per quanto riguarda le questioni legate ai compensi e alla formazione. Sono stato anche attivo per 12 anni come esperto capo per gli esami CFC delle disegnatrici e disegnatori d’interni.

Qual è la sua filosofia rispetto all’allestimento degli interni?
Sarebbe pretenzioso per me parlare di una filosofia di lavoro… Preferisco approcciare l’architettura d’interni attraverso quelli che considero i suoi quattro pilastri fondamentali. In primo luogo, presto un’attenzione speciale alla circolazione delle persone per garantire un flusso armonioso negli spazi. In seguito viene la questione del trattamento dei volumi e l’eventuale modifica degli spazi a disposizione. Per assicurare la coerenza estetica e funzionale degli spazi è poi essenziale mantenere un perfetto equilibrio tra materiali, colori e luce. Infine, la mia ultima esigenza è la qualità indiscutibile con cui vanno fatti i lavori; a questo proposito non faccio nessuna concessione. Appoggiandomi su questi quattro pilastri posso generalmente rivendicare una perfetta armonia degli spazi, garantendo allo stesso tempo il rispetto dei limiti budgetari stabiliti insieme ai clienti.

Come è cominciata la sua collaborazione con Poggenpohl?
Nel 1992 ho collaborato con la società Cuisine Art & Espace Bain, la cui direttrice era un personaggio importante nel settore delle cucine. Tra i loro partner naturalmente figurava Poggenpohl. Nell’ambito di un progetto molto interessante ho dunque avuto modo di affiancare gli specialisti di questa famosa marca di cucine di lusso. Da quel momento molti altri progetti si sono susseguiti in collaborazione con Poggenpohl.

Quali sono i motivi e i valori che la legano a questa marca prestigiosa?
Per me i responsabili di Poggenpohl apportano una qualità di ascolto ottimale e sanno fornire consigli davvero preziosi. Nei progetti che abbiamo sviluppato insieme il contributo dei consulenti è stato un vero e proprio valore aggiunto per le nostre realizzazioni. Questo plusvalore conferisce al progetto di partenza un aspetto meno arido e più “incarnato”. Inoltre Poggenpohl ha una straordinaria capacità di adattarsi alle specifiche richieste dell’architetto d’interni. Con loro quasi tutto diventa possibile. Io sono molto rigoroso e “cocciuto” nei miei progetti, ma devo ammettere che con Poggenpohl mi capita di lasciarmi un po’ influenzare dai loro consigli.

Quali sono i progetti che ha sviluppato con Poggenpohl?
Abbiamo collaborato su otto progetti, credo, essenzialmente rinnovamenti completi di appartamenti o ville. Il rinnovamento di tutti gli spazi che ci vengono affidati necessita sempre di una riflessione globale che abbia un filo conduttore capace di rendere il tutto coerente. Non si tratta solo di concentrarsi sulla cucina ma di ridisegnarla e di ripensarla come un luogo integrato all’interno di un più ampio complesso.

Può raccontarci di un progetto fuori dal comune realizzato in collaborazione con Poggenpohl?
Avevamo un magnifico progetto di cucine da realizzare insieme a Poggenpohl all’interno di un castello del XVIII secolo, che purtroppo non si è potuto realizzare. In una cornice più modesta, vorrei menzionare due progetti in particolare. Il primo riguarda una piccolissima cucina realizzata nel soggiorno di un bilocale in montagna: è stato molto interessante dover comporre una cucina in uno spazio così ristretto. Il secondo progetto è ancora da realizzare e richiederà una buona dose d’inventiva per soddisfare le richieste dei committenti, dal momento che si tratta di una cucina lunga 9 metri per soli 2,15 metri di larghezza…

Poggenpohl è sempre all’ascolto dei suoi clienti e si concentra sui bisogni reali degli utilizzatori finali. Come si iscrivono questi bisogni nel quadro dell’allestimento di una cucina Poggenpohl?
Un architetto d’interni, in linea di principio, non è mai legato a un fornitore, per quanto buono possa essere. Ma può avere delle preferenze per alcune imprese capaci di apportargli delle soluzioni efficaci. È in questo senso che sono contento di collaborare con il team Poggenpohl, perché dietro ogni progetto si cela una vera ricerca e i consulenti propongono delle alternative credibili. Con un consulente Poggenpohl si capisce subito l’effettiva materializzazione del progetto. Le discussioni sono aperte quanto alla scelta e alle varianti dei materiali, ai sistemi utilizzati, o ancora per la modularità del mobilio proposto. Con questa marca è praticamente possibile approntare un prodotto “su misura” assicurando al contempo la funzionalità e restando in un budget ragionevole. Durante tutta la mia carriera non ho mai avuto bisogno di rinunciare ad un progetto a causa della sua complessità perché ho sempre trovato delle soluzioni.

Come riesce Poggenpohl a combinare design e funzionalità?
Il termine “design” è spesso un po’ abusato. In poche parole si tratta dell’adeguamento di forma e funzione. In caso contrario, stiamo parlando di arte decorativa. In quest’ottica il lavoro di design si sviluppa tenendo conto degli aspetti estetici, funzionali, sociali, temporali, ambientali, economici e normativi. Seguendo questa logica in modo scrupoloso l’azienda Poggenpohl incarna perfettamente la nozione di “design”.

Le epoche evolvono, e con loro i gusti e le volontà dei clienti. Quali sono le ultime tendenze per quanto riguarda le cucine nelle ville o negli appartamenti di lusso?
Da qualche anno si osserva la tendenza ad aprire la cucina sulle altre zone della vita abitativa. La cucina è ormai un elemento che si vuole unico ma all’interno di un più ampio spazio abitativo dove si può essere visti e si possono vedere gli altri. La cucina è diventata parte integrante e integrata della vita sociale, almeno per alcuni settori della società. Siamo ormai decisamente lontani dall’immagine della cucina come uno spazio confinato dove la persona elabora i suoi menu sola e protetta dagli sguardi. Oggi la cucina implica quasi sempre una connessione con le altre zone della vita abitativa, sia interni che esterni. In certo senso essa funge da elemento centrale e federatore della famiglia, in cui ognuno si sente libero di esprimere i propri talenti culinari.

Come si iscrive la marca Poggenpohl in questa evoluzione delle tendenze?
In una parola: perfettamente! Detto ciò, in quanto architetto d’interni mi piace poter integrare nei miei progetti di cucina un “elemento perturbatore”, un carattere fuori dalla norma, come ad esempio una nicchia destinata ad un’opera d’arte o a dei libri, un sistema particolare di illuminazione, un controsoffitto originale, un colore inatteso, etc. Con Poggenpohl, e soprattutto grazie alla complicità creata con Vincent Roy, direttore dello studio Poggenpohl a Carouge (Ginevra), riusciamo sempre a trovare una soluzione originale che permette di integrare in modo intelligente le mie trovate nei vari progetti. Le soluzioni sono spesso a portata di mano, basta rifletterci e saper svilupparle da professionisti dell’architettura d’interni.

__________________________________________________________________________________________

Contatto Jean-Daniel Hofmann

Più di Poggenpohl

Fissa un appuntamento

Ordina catalogo

Tiago Pires
Tiago Pires

Journaliste RP & Senior Consultant RP chez Elitia Communication