Innovazione urbana: svelato il progetto del primo parcheggio galleggiante

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Per lottare contro la densità sempre più importante delle zone urbane, le città e gli architetti del mondo intero cercano soluzioni innovative per ottimizzare lo sfruttamento dello spazio e offrire al contempo degli spazi verdi. Nello spirito del movimento «urban living», le città si orientano a strategie di organizzazione urbana sostenibile e ricorrono alle più recenti tecnologie per migliorare la qualità della vita. Emergono così progetti altamente innovativi, come è il caso del primo parcheggio galleggiante, il quale diventa così veicolo di una nuova visione della pianificazione urbana nelle città a forte densità.

Questa innovazione potrebbe soddisfare molte esigenze allo stesso tempo: limitare la quantità di posti auto nelle strade, rendere più sicure le città contro le intemperie eccezionali in aumento, liberare più spazio per gli spazi verdi e finanziare l’adattamento delle città ai cambiamenti climatici. Si tratta di POP-UP, un progetto che esprime un nuovo modo di costruire e pianificare le aree urbane.

Un principio semplice per una sfida importante
POP-UP è un’innovazione presentata dallo studio di architetti danese Tredje Natur, ovvero un parcheggio galleggiante che si solleva con l’alzarsi delle acque pluviali sulla base del principio di Archimede secondo cui ogni corpo immerso in un liquido subisce una spinta dal basso verso l’alto.

Concretamente, in caso di pioggia, un bacino sotterraneo assorbe le precipitazioni facendo salire o scendere il parcheggio, così proteggendo l’area circostante dalle inondazioni. Il bacino permette infatti di accogliere fino a 28’000 metri cubi d’acqua. In tempi normali, il bacino d’acqua situato sotto il parcheggio è vuoto e la struttura funziona come un parcheggio sotterraneo tradizionale, accessibile con una rampa al suolo. In caso di forti piogge, o anche di piogge torrenziali, le acque attraversano i sistemi di drenaggio e penetrano nel bacino. Mentre il parcheggio si solleva gradualmente, la struttura resta accessibile alle auto e ai pedoni, qualunque sia il livello dell’acqua raggiunto nel bacino. Quando poi il sistema fognario già presente è in grado di drenare e trattare l’acqua piovana, il bacino si svuota riportando lentamente la struttura a livello del suolo.

Quanto al parcheggio stesso, avrà una capienza di 300 veicoli ripartiti su cinque piani. Non mancano infine gli spazi verdi, dal momento che i 2’830 metri quadri di superficie saranno adibiti alla vegetazione, offrendo così alla popolazione nuovi spazi all’aria aperta.

Un adattamento ai cambiamenti demografici e alla mobilità
Nel 2050 la popolazione del nostro pianeta dovrebbe superare i 9 miliardi di persone. La migrazione verso le città non smette di aumentare e gli spazi urbani soffrono dell’incremento del numero di veicoli e del traffico generato nelle strade. Per rispondere a questa importante trasformazione si moltiplicano i parcheggi a detrimento degli spazi verdi. Parallelamente aumenta la quantità d’acqua che inonda rapidamente le città, le quali si vedono obbligate a costruire sempre più bacini d’acqua sotterranei. Oggi, per lottare contro i cambiamenti climatici e demografici, va ripensato lo stoccaggio delle acque piovane così come la pianificazione degli spazi verdi.

Individuare le aree critiche
Per prevedere in quali luoghi della città sia più utile introdurre queste nuove costruzioni bisogna individuare su una carta geografica le zone naturalmente più basse in cui si concentra l’acqua e i parcheggi esistenti. Con il progetto POP-UP non si tratta solamente di creare più spazi verdi e posti auto, ma anche di offrire una migliore qualità della vita nelle zone della città a più alta frequentazione.

Con questo progetto originale e innovativo gli architetti dello studio danese sperano di diminuire la densità urbana e rendere più piacevoli le città di domani. L’innovazione di POP-UP è un buon esempio di come le città possano cambiare le proprie abitudini e adattarsi ai cambiamenti climatici e demografici in un’ottica di sostenibilità.

INTERVISTA CON HULDA HALLGRÍMSDÓTTIR,
HEAD OF BUSINESS DEVELOPMENT AND COMMUNICATIONS DI TREDJE NATUR 

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lifetimedesign.ch A partire da quali constatazioni è nato il progetto POP-UP?

Hulda Hallgrímsdóttir: L’idea è sorta da un dialogo con l’azienda di servizi pubblici del Grand Copenaghen (HOFOR) sul tema dei numerosi bacini d’acqua previsti a Copenaghen. I bacini d’acqua, che sono molto costosi, monofunzionali e restano vuoti per il 99% del tempo, dovevano essere ripensati con l’obiettivo di trovare un miglior rapporto qualità-prezzo. Questi bacini vanno collocati nelle zone urbane a più alta densità, nelle quali il parcheggio sotterraneo non può occupare tutto lo spazio in superficie. E con questo progetto possiamo appunto liberare dello spazio in superficie per usi diversi.

lifetimedesign.ch POP-UP rivoluzionerà la costruzione o l’architettura/ingegneria? Se sì, in che modo?

Hulda Hallgrímsdóttir: POP-UP non è solo una risposta urgente a una situazione climatica preoccupante. Si tratta anche di una soluzione costruttiva e umana che risponde a una sfida creata dall’uomo in un periodo di urbanizzazione e migrazione di massa. POP-UP è un progetto messo a punto da architetti e ingegneri per trasformare la sfida costosa e scoraggiante dell’adattamento climatico in un risultato positivo.

lifetimedesign.ch Il progetto è stato studiato per città come New York, ma in quali altre città potremmo veder nascere questo genere di costruzioni?

Hulda Hallgrímsdóttir: POP-UP può adattarsi anche ad altre grandi città che si confrontano al problema del cambiamento climatico, nonché rispondere a bisogni ulteriori come la creazione di rifugi di urgenza, lo stoccaggio degli alimenti, i parcheggi per le biciclette o ancora il drenaggio delle acque.

lifetimedesign.ch Quanto tempo bisognerà ancora aspettare prima di vedere realizzato il primo parcheggio galleggiante?

Hulda Hallgrímsdóttir: Dopo la pubblicazione del progetto, THIRD NATURE ha ricevuto richieste interessanti dal Nord America e dalla Cina. Lo studio spera di avere la possibilità di concretizzare POP-UP in un futuro prossimo in uno dei Paesi del C40.

lifetimedesign.ch Le città interessate devono vedere POP-UP come un investimento per l’ambiente e per una migliore qualità della vita urbana?

Hulda Hallgrímsdóttir: Le città cambieranno sulla base del cambiamento climatico e dell’espansione della popolazione urbana, creando così una domanda per nuove tipologie di natura urbana ibrida. Questo implica un nuovo tipo di architettura che incarni la sperimentazione, la creatività e l’apprendimento, con l’obiettivo di adattare le nostre città ai bisogni di che le vive e non viceversa. In generale si pensa che urbanizzazione, crescita, miglioramento della qualità di vita e sostenibilità siano concetti in contraddizione tra di loro. In realtà sono condizioni l’uno dell’altro e dovrebbero essere visti come una parte essenziale della soluzione piuttosto che come una parte del problema.

Vedi il progetto globale: tredjenatur.dk

 

Mélina Neuhaus
Mélina Neuhaus

Co-fondatrice et directrice de communication/relations publiques Elitia Communication