Le attrazioni dello Swiss E-Prix nel centro cucine Poggenpohl di Lucerna

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Roman Unternährer, conduttore capo di Radio Pilatus, in dialogo con Pascal Derron, AD di Swiss E-Prix Operations e iniziatore dello Swiss E-Prix, e con l’esperto di automobilismo sportivo Nick Heidfeld, ex-pilota di formula 1 e formula E.

Sostenibilità, sviluppo di nuove tecnologie per le auto elettriche e lotta contro il cambiamento climatico: la ABB FIA Formula E sta battendo nuove piste in modo molto promettente. Ha già il potenziale di scalzare in un futuro prossimo la Formula 1 come campionato preferito di corse automobilistiche. Pascal Derron, AD di Swiss E-Prix Operations nonché iniziatore dello Swiss E-Prix, con lo Julius Bär Swiss E-Prix del 2018 ha portato con successo la Formula E in Svizzera. Il 22 giugno 2019 avrà luogo la seconda gara svizzera, quest’anno programmata a Berna con un circuito cittadino. Insieme all’esperto di automobilismo sportivo Nick Heidfeld, Derron ha presentato agli invitati le attrazioni dello Swiss E-Prix nel centro cucine Poggenpohl di Lucerna. I due sono stati intervistati da Roman Unternährer, conduttore capo di Radio Pilatus.

Roman Unternährer: Pascal Derron, ci ha confessato di non essere veramente un fan delle gare automobilistiche e di non possedere nemmeno un auto. Non è la persona sbagliata per questo evento?

Pascal Derron: No, nient’affatto. Stiamo parlando di un evento che è straordinariamente interessante e moderno. Se analizziamo il pubblico dello Swiss E-Prix, vi troviamo solo un 20% di appassionati di automobilismo. L’80% dei nostri visitatori sono persone come lei e me. Questo, almeno, è quanto attesta uno studio che abbiamo realizzato a Zurigo per la prima edizione del premio.

Roman Unternährer: Si vede quindi come creatore di eventi sportivi o soprattutto come imprenditore?

Pascal Derron: Credo che le due cose vadano insieme. C’è bisogno di entrambe le figure. Lo Swiss E-Prix è un festival della mobilità e non solo un evento sportivo. Solo con lo sport non si può andare molto lontano oggi. Penso che sia importante che un grande evento abbia un significato più ampio, ed è proprio il caso dello Swiss E-Prix. Il nostro obiettivo è quello di stimolare la mobilità elettrica. In questo senso lo Swiss E-Prix non è un classico evento sportivo.

Roman Unternährer: Nick Heidfeld, qual’è la principale differenza tra la Formula 1 e la Formula E, indipendentemente dalla tecnologia legata al motore?

Nick Heidfeld: È evidente che la Formula 1, almeno per ora, resta ancora chiaramente più veloce della Formula E e di conseguenza ha più presa sul pubblico. Ma per i piloti la Formula E richiede lo stesso livello di impegno sportivo della Formula 1, e questo perché i percorsi di gara sono nettamente più difficili. Non ci sono vie di fuga, e non abbiamo né muri né barriere di protezione pur correndo a una velocità relativamente alta. Ciascuna competizione è compresa in una sola giornata, il che significa una bella sfida, non solo per i singoli piloti ma per tutto il team.

Roman Unternährer: Se nel 2000 qualcuno le avesse detto che in futuro avrebbe sfrecciato con un’auto elettrica in mezzo alle città, cosa avrebbe pensato?

Nick Heidfeld: All’epoca non era nemmeno un tema di discussione. E ancora prima, quando ho cominciato a correre con il go-kart, non si pensava minimamente al futuro e all’ecologia come invece avviene oggi con le nuove generazioni. Questo ha chiare conseguenze anche sulle corse. Oggi abbiamo un incremento deciso dei fan “non hardcore” di corse sportive negli eventi di Formula E e sempre più giovani guardano la Formula E. Non avevo minimamente ipotizzato questo tipo di evoluzione. Ma è bello, per me, in una fase tarda della carriera, di poter ancora correre nella Formula E. Posso continuare a fare quello che amo, ma con una motivazione in più, legata all’ecologia.

Roman Unternährer: Ricapitolando, Nick Heidfeld: fino alla scorsa estate ha corso come pilota di Formula E e ora è diventato consulente e ambasciatore del team Mahindra (Mahindra Racing). In cosa consiste la sua attività adesso?

Nick Heidfeld: Sono stato nella Fomula E sin dalla sua nascita. E dalla seconda stagione del campionato sto con la Mahindra. Sono stato attivo come pilota, ma sin dall’inizio ho anche ricoperto un ruolo di supporto per il team e per il suo responsabile, dal momento che era ancora non esperto di automobilismo mentre io avevo già una lunga esperienza nel settore delle corse. Oggi ho dunque mantenuto questo ruolo, semplicemente smettendo di correre come pilota. L’attività di consulenza non si limita solamente a fare il coach dei piloti, ma include anche la strategia di corsa e quella del team sul medio e lungo termine.

Roman Unternährer: Pascal Derron, abbiamo detto che lo Swiss E-Prix è un festival della mobilità elettrica. Che impulso riceve questo evento attraverso una manifestazione sportiva come questa?

Pascal Derron: Il nostro evento contiene gli ingredienti della sostenibilità, della tecnologia e dell’innovazione. Su questa base cerchiamo e troviamo i nostri partner. In questo modo anche a Berna nella città vecchia i visitatori hanno l’occasione di riflettere sulle problematiche del clima. Noi mostriamo diversi aspetti del consumo di CO2 tanto nel settore della ricerca quanto in quello delle applicazioni tecnologiche. Da questo punto di vista una corsa automobilistica costituisce indubbiamente un esempio forte, per la sua dimensione tecnologica di grande interesse, aspetto che sta appunto al cuore dello Swiss E-Prix.

Roman Unternährer: Gli spettatori della corsa non pagano un biglietto di entrata…

Pascal Derron: Esatto. Si può assistere alla corsa gratuitamente. È chiaro, ci sarà un limite di posti disponibili, ma per noi l’entrata gratuita resta qualcosa di significativo. Ci saranno poi i biglietti per i posti in tribuna in prevendita. Andranno certamente a ruba anche a Berna. A Zurigo in tre minuti abbiamo fatto il tutto esaurito. E vi sarà anche una zona VIP, che per il nostro format è molto importante. Sarà un’occasione di incontro non solo per i personaggi famosi ma anche per le personalità della politica e dell’economia.

Roman Unternährer: Avete acquisito la licenza per organizzare le corse in Svizzera per nove anni. Siete quindi sicuri che questo modello funzionerà negli anni a seguire?

Pascal Derron: No, credo che come imprenditori non si è mai veramente sicuri. Ma abbiamo valutato l’acquisto della licenza con molta attenzione, in modo da coprire i rischi in misura ragionevole. Una corsa di questo tipo deve funzionare per almeno quattro o cinque anni prima di poter dire che si è affermata. Con nove anni di licenza abbiamo una buona prospettiva di riuscita.

 

Roman Unternährer: La prossima corsa dello Swiss E-Prix si terrà a Berna il 22 giugno. Pascal Derron, gli zurighesi erano già soddisfatti con un solo evento?

Pascal Derron: Nient’affatto, al contrario. Stiamo di nuovo pianificando una corsa a Zurigo. Ma un evento di questo tipo ha un grosso impatto sulla città. Per questo siamo arrivati alla conclusione che l’E-Prix non possa essere organizzato ogni anno a Zurigo e soprattutto non in combinazione con la Zürifäscht, che si terrà appunto quest’estate. Ecco perché quest’anno lo Swiss E-Prix si terrà a Berna.

Roman Unternährer: A Berna il percorso passa dal Bärengraben e dal Rosengarten… Lo si può classificare come un percorso particolarmente esigente, anche a causa del dislivello?

Pascal Derron: Il percorso è semplicemente magnifico. Sale e scende. Non c’è praticamente nessun tratto in piano. Lo si deve vedere. È un percorso estremamente difficile per i piloti, sarà interessante per gli spettatori. Se le batterie terranno, sarà tutto da vedere, perché bisogna far fronte a parecchio dislivello.

Nick Heidfeld: È proprio così. Se si confrontano i percorsi in tutto il mondo, è sempre più stimolante quando un percorso non è stato pianificato a tavolino, ma quando incontra dei momenti topici e quando ci sono salite e discese. Tutto ciò lo rende più eccitante – di certo per i piloti.

Roman Unternährer: Cos’è importante per il pilota in un percorso come questo?

Nick Heidfeld: La difficoltà nella Formula E sta nel fatto che non c’è molto tempo di training come nella Formula 1, in cui si conoscono i percorsi dall’anno precedente o grazie ai test. Nella Formula E è diverso: non ci sono giri di test e spesso i percorsi cambiano di anno in anno. Inoltre gli eventi durano una sola giornata. Prima delle qualificazioni si hanno solo 75 minuti a disposizione per un training libero.

Roman Unternährer: Mancano solo tre mesi allo Swiss E-Prix a Berna. Sembra molto tempo, Pascal Derron, ma in realtà immagino il calendario sia già estremamente fitto e il fattore stress aumenti di settimana in settimana…

Pascal Derron: Sicuramente. Al momento siamo un team solido di circa dieci persone, che crescerà alla data dell’evento fino a circa 3000 persone. Ma siamo meglio preparati rispetto all’anno scorso, quando eravamo solo in due nel core team. Un vantaggio rilevante: ora abbiamo l’esperienza dell’anno scorso a guidarci.

Roman Unternährer: Quale aspetto assorbe più tempo? La sicurezza? O qual’è la sfida principale con la nuova location di Berna?

Pascal Derron: Non sono veramente gli aspetti tecnici i più problematici, per i quali possiamo appoggiarci a un buon team. La cosa più importante è mantenere tutto quanto è stato promesso. E la priorità assoluta resta l’esperienza durante l’evento. Se si vuole essere coronati dal successo bisogna coinvolgere nel modo giusto gli abitanti. Ci sono sempre persone contrarie, e per questo è importante coinvolgere per tempo queste persone.

Roman Unternährer: Per quanti abitano sul percorso tra il Bärengraben e il Rosengarten, questo evento implicherà alcune limitazioni. È sicuramente una vera e propria sfida assicurare loro l’accesso nei giorni immediatamente precedenti e successivi l’evento…

Pascal Derron: In effetti è così. Per questo cerchiamo di coinvolgere al massimo gli abitanti implicati. Abbiamo fatto la stessa cosa a Zurigo invitando gli abitanti a visitare i box. Sapevamo che molte persone sarebbero venute e infatti alla fine sono state ben 1500. L’evento si è svolto in un’atmosfera familiare, che ha fatto molto piacere alle persone.

Roman Unternährer: Quando si organizza un evento di questo tipo, non si ha solamente bisogno di conoscenze tecniche, ma anche di grande destrezza politica. A Zurigo la cosa ha funzionato, e anche a Berna. Immagino c’è voluta tanta diplomazia…

Pascal Derron: Non so se è veramente la diplomazia che serve. Bisogna semplicemente mettere sul tavolo i fatti in modo sincero. Ci sono tre elementi che sono importanti per riuscire in un’iniziativa di questo tipo: la politica, la situazione giuridica, cioè i diritti da rispettare, e le finanze. Nessuno di questi fattori funziona da solo. Non si ottiene nessun permesso senza un buon finanziamento, e senza permessi non si ottengono finanziamenti. Il tutto deve essere avviato contemporaneamente e sviluppato per ogni aspetto; per questo servono persone che credono in te. L’evento di Berna sarà anche migliore di quello di Zurigo e non vedo l’ora di realizzarlo.

Roman Unternährer: Nick Heidfeld, ho letto che nella Formula E è tutto un po’ diverso. C’è un’atmosfera più amichevole?

Nick Heidfeld: Sì, è proprio così. L’atmosfera è decisamente diversa da quella della Formula 1. È qualcosa che si può constatare in tutto il mondo. È chiaro, non appena sono in ballo più soldi, il gioco si fa più duro. Un aspetto che caratterizza la Formula E è che un po’ tutti vogliono contribuire alla sua riuscita. Mentre la Formula 1 è come una grande torta di cui tutti vogliono una buona fetta.

Roman Unternährer: Questo significa che anche per lei Stake Holder Management non è una nozione astratta dei libri di economia, ma è qualcosa che si vive ogni giorno…

Pascal Derron: Esattamente. Lo Swiss E-Prix non è un one man show. Bisogna avere alle spalle un team solido e molte persone che ti supportano su tutti i fronti, come per esempio Nick Heidfeld. Questo è veramente decisivo.

Roman Unternährer: Nick Heidfeld, arriverà il giorno in cui la domenica pomeriggio tutti guarderanno la Formula E?

Nick Heidfeld: Fino a un paio di anni fa, quando mi si faceva questa domanda – che torna regolarmente – ho sempre risposto di no. Nel frattempo comincio ad immaginare questa possibilità molto concretamente. Sempre più produttori investono nella Formula E. Nel prossimo futuro tutte le grandi marche di auto saranno rappresentate nella Formula E, sicuramente tutte le tedesche, BMW, Porsche, Audi. Siccome stanno entrando nel mercato delle automobili elettriche, hanno perciò grande interesse alla Formula E.

www.swisseprix.com

 

Stephanie Steinmann
Stephanie Steinmann

als freischaffende Bloggerin in Männedorf ZH tätig